22 marzo 2006

Guerra di religioni

Diversamente dagli altri, questo post è esclusivamente dedicato a mie opinioni. Quindi, è assolutamente arbitrario, e potete benissimo essere in totale disaccordo (con i numeri è più difficile).

E' un po' che di fronte a manifestazioni di intolleranza religiosa in paesi musulmani si vedono reazioni che mi sembrano rispecchiare una visione altrettanto confessionale dello Stato. Difatti, quello che i nostri politici dicono è:
- I musulmani in Italia hanno diritto di praticare la propria fede, quindi dobbiamo pretendere la reciprocità nei paesi islamici;
- L'Italia deve proteggere i diritti dei cristiani nei paesi islamici (vedi il cristiano convertito che rischia la condanna a morte in Afghanistan).

Inutile dire, ma diciamolo, che la libertà religiosa è un diritto civile fondamentale, e che tutti gli Stati dovrebbero garantirla. E diciamo anche che i paesi che tutelano i diritti civili hanno il diritto/dovere di premere sugli altri paesi perché si adeguino.

Ma la "reciprocità" è un'altra storia. L'Italia è uno Stato laico (?). In uno Stato laico, la libertà religiosa è un diritto soggettivo dei cittadini, non una merce di scambio. In Italia c'è il diritto ad essere musulmani perché gli italiani hanno diritto a professare qualsiasi fede (o nessuna).
Allo stesso modo (ma non per reciprocità!) sarebbe bello che in tutti i paesi fosse tutelata la libertà religiosa (e tutti gli altri diritti civili!).

Un cristiano in un paese islamico non è sotto la speciale tutela dell'Italia. Io credo che ciascun cittadino afgano, o saudita, debba poter essere cristiano, o scintoista, o buddista.
E per l'Italia un afgano scintoista deve essere uguale a un cristiano, o anche a un musulmano.

Se l'Italia protesta perché in un dato paese si perseguitano i cristiani, fa bene, a patto che lo faccia in nome dei diritti civili e non in nome dell'interesse del Cristianesimo. Se si dichiara "parte interessata" a che i cittadini di un dato paese possano liberamente essere cristiani, e considera questo interesse alla base di un ipotetico "accordo di reciprocità", fa male. Gli unici soggetti in nome dei quali l'Italia può parlare di "reciprocità" sono i cittadini italiani, e non i cristiani.

Quindi, noi dobbiamo tutelare la libertà religiosa come tuteliamo la libertà di parola, ossia come un diritto fondamentale. E non "tollerare" i musulmani, purché anche i paesi musulmani tollerino i cristiani. Questa sarebbe la posizione di uno Stato confessionale, non laico.

1 Comments:

At 16:42, Anonymous Anonimo said...

Tema delicato e trattato in modo formalmente corretto. Tuttavia trovo che l'intervento, da parte di un qualsiasi stato che ottemperi alla tutela di un qualsiasi diritto civile fondamentale, a favore dell'instaurarsi dello stesso diritto in stati che non lo pratichino chiami in causa un tema di reciprocità, ed intervenire in favore di chi sia stato calpestato in tale diritto fondamentale un dovere etico, se gli Stati si occupassero di etica.
Da tale punto di vista, è errato il secondo punto delle posizioni dei politici, mentre il primo soffre solo dell'essere stato (mal) tradotto da principio generale ad applicazione ad un caso specifico.
Interessante sarebbe definire chi abbia il mandato di definire quali siano, in un dato momento storico, i "diritti civili fondamentali".

 

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